Ci siamo mai chiesti come dovremmo porci rispetto alle esperienze passate e con quale atteggiamento affrontare quelle future?
Nel periodo dell’anno in cui un anno si conclude e uno nuovo inizia, rileggendo Filippesi 3: 13-14, ricordiamo il nostro principale obiettivo, per correre la corsa della vita cristiana, tenendo lo sguardo verso la meta, alla luce della Parola di Dio.
Genesi 3. Cosa significa che Dio porrà inimicizia tra il serpente e la donna? E cosa vuol dire che ci sarà inimicizia tra la progenie di lui e la progenie di lei? Cosa implica il fatto che lei gli schiaccerà il capo e lui le ferirà il calcagno?
Dopo aver brevemente analizzato cosa significhi amare Dio, vediamo come Egli ha preparato per noi molte benedizioni, di cui possiamo godere ora, ma soprattutto la più straordinaria delle sorprese, di cui godremo per sempre quando saremo con Lui.
La domenica cristiana richiama le tre feste ebraiche – Pasqua (redenzione), Pentecoste (patto), Capanne (pellegrinaggio) – per ricordare il sacrificio di Cristo, vivere da testimoni nel mondo e attendere la città futura (Atti 9:31; Ebrei 13:14). Dio odia feste formali senza sostanza (Amos 5:21).
Prosegue lo studio della lettera indirizzata agli efesini, con il capitolo 2. Qui ci viene ripresentata la nostra condizione passata di separazione da Dio, quella presente, come peccatori vivificati e riconciliati con Cristo, e quella futura, come cittadini del cielo.
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