Attraverso la lettura di questa epistola, si possono scoprire tre aspetti, messi in un ordine non casuale, che ci fanno riflettere sulla nostra vita da cristiani.
Sapere bene chi è il nostro Dio
Capire il nostro rapporto con Lui
Essere uniti nella sua chiesa
È dunque importante chiederci: “Chi è il mio Dio?”, “Che tipo di esempio voglio essere?”, “Ricerco l’unità?”.
Le nostre decisioni rivelano ciò che è più importante per noi. Analizziamo dunque le scelte della nostra vita per capire dove queste ci stiano portando: 1. Verso qualcosa di terreno 2. Lontano da una prova 3. Verso Dio Infine domandiamoci: “Dove sto andando?”
Quante volte costruiamo scale, torri, convinzioni, senza prendere in considerazione il nostro rapporto con Dio, che quindi ci porta a non fare le opere buone che Lui ci ha preparato. Ricordiamoci di aver stretto l’unico patto che rimane in eterno e che è l’unico patto che lui stesso ha stabilito in Cristo. Ascoltare l’Eterno e ubbidire questo è l’unico segreto, per avere una vita vittoriosa con fede. Ricerchiamo la sua grazia per una vita potente?
Quante volte pensiamo a cosa vuol dire essere veri discepoli di Cristo? Se uno vuole seguire Cristo, dimentichi se stesso e perda di vista i suoi interessi egoistici. Non dobbiamo orientare la nostra vita secondo i nostri interessi. Seguire Cristo significa rinunciare a se stessi ma non basta, significa anche prendere la propria croce. La croce per Gesù ha rappresentato la sottomissione a quello che erano il piano di Dio per lui. Chi non è disposto a cambiare per seguire Cristo e pensa di guadagnare la sua vita non sarà così perché perderà la sua anima. Dio ci ha collocati in Cristo infatti siamo accumunati nel suo cammino sia nelle difficoltà che nella sua gloria. Dunque mi devo domandare: sto camminando mettendo i piedi nelle orme di Cristo?
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